Il territorio di Sedilo, in provincia di Oristano ed al confine con la provincia di Nuoro, nella regione storica del Guilcier, si estende sull’Altopiano di Abbasanta e nella Media Valle del Tirso.

La sua superficie, complessivamente di 6.857 ha, è formata prevalentemente da pianure e medie colline. L’altezza massima è m. 376 s.l.m. (Punta de su Mudregu) mentre il  paese è situato a m. 283 s.l.m., sull’estremo lembo dell’Altopiano di Abbasanta. La quota più bassa del territorio (m.102 s.l.m.) si estende nella valle del fiume Tirso ed è in parte sommersa dalle acque del Lago Omodeo, bacino artificiale realizzato fra il  1918 e il 1924 sbarrando il Tirso con la diga di Santa Chiara al fine di regolamentare il flusso delle acque del fiume, produrre energia elettrica, garantire l’irrigazione del Campidano di Oristano.

A causa della sua configurazione, nel territorio di Sedilo è possibile riconoscere tre tipologie di paesaggio:

  • la zona sull’altopiano basaltico, caratterizzata da vaste superfici di litosuolo affiorante e da numerose depressioni di ristagno temporaneo, nella quale la vegetazione tipica è quella della macchia mediterranea, dei pascoli cespugliati ed arborati e dei boschi di sughera semi-aperti;

  • la valle del Tirso, di alcuni suoi affluenti (principalmente il Riu Murtazzolu e il Canale Meddaris) e di alcuni immissari del lago Omodeo sulle cui sponde sono presenti peculiari formazioni vegetali igrofile-ripariali e boscaglie a galleria, oltre che formazioni a salici, olmi, frassini, tamerici;

  • il Lago Omodeo che, pur essendo un’area condizionata dall’artificialità, con i suoi 8.000.000 di metri cubi di acqua in una superficie di 1.224,97 ha, è diventato una componente fondamentale del paesaggio e si appresta a diventare una risorsa per lo sviluppo socio-economico del territorio, riscattando il grave danno creato ai paesi rivieraschi che, 90 anni fa, all’epoca della creazione dell’invaso, videro sommersi dalle acque i loro terreni più fertili occupati da orti e frutteti.

 

Il territorio e l’ambiente, qui, come in genere in tutte le aree Rurali interne della Sardegna, presentano aree naturali ancora integre, con importanti emergenze floristiche e faunistiche. Altre aree invece sono il risultato della secolare e continua interazione dinamica fra le attività dell’uomo e i processi naturali. In esse si è raggiunto un equilibrio stabile fra ecosistemi locali ed attività antropiche, equilibrio da proteggere e salvaguardare.

Per tutelare gli habitat naturali e seminaturali, il 14,6% del territorio di Sedilo (1.000,7 ha) è stato incluso nel Sito di Interesse Comunitario “Media Valle del Tirso – Altopiano di Abbasanta – Rio Siddo” ITB031104, riconosciuto dalla Regione Sardegna nell’ambito del progetto BioItaly-Rete Europea Natura 2000, in applicazione della “Direttiva Habitat” 92/43 CEE per la tutela delle specie e degli habitat d’interesse comunitario.

Non sono presenti Oasi di protezione faunistica, ma parte del territorio di Sedilo è compreso nella Zona di Protezione Speciale “Altopiano di Abbasanta” ITB023051, una zona di protezione speciale istituita ai sensi della Direttiva Uccelli (79/409/CEE) al fine di tutelare in modo rigoroso i siti in cui vivono le specie ornitiche  indicate nell’allegato 1 della medesima direttiva.

Sedilo è un paese conosciuto in tutta l’Isola per l’abilità dei suoi cavalieri che ogni anno il 6 e il 7 luglio richiama presso il santuario di San Costantino una gran folla di pellegrini, turisti ed appassionati di manifestazioni equestri in occasione dell’Ardia, la sfrenata corsa a cavallo che rievoca la vittoria dell’Impertaore Costantino su Massenzio nel 312 d.C.

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Recentemente Sedilo è diventato anche meta interessante per gli amanti dell’archeologia. Le campagne di scavi, le ricerche e gli studi condotti nel territorio sedilese dall’Istituto di Antichità, Arte e Discipline Etnodemologiche dell’Università di Sassari hanno rivelato una eccezionale ricchezza di monumenti attribuibili ad un arco di tempo tra la fine del IV millennio a.C. (Neolitico recente) ed il sec. XIX d.C.

Il fiume Tirso, importante via di comunicazione, favorì infatti già nel Neolitico l’insediamento di popolazioni nella fertile pianura alluvionale oggi occupata dal lago. Qui, come testimoniano numerosi reperti di ossidiana, selce e ceramica, queste poplazioni preistoriche poterono dedicarsi all’agricoltura, all’allevamento, alla caccia, alla pesca.

Oggi Sedilo possiede un ricco patrimonio archeologico censito con 89 monumenti riferiti alle culture prenuragiche (sopratutto “domus de janas”), 111 all’età nuragica (nuraghi, “tombe dei giganti”, pozzi e fonti) e 35 ad età storica.

E’ stato recentemente istituito il Parco Archeologico di Iloi ed i reperti più interessanti rinvenuti durante gli scavi sono esposti nel Museo del Territorio nel quale è conservato anche un tronco fossile proveniente dalla Foresta Pietrificata di Zuri.
Infatti la testimonianza più antica di una forma di vita nel territorio del lago Omodeo sono i resti fossili di un’imponente foresta tropicale ascrivibile ad un periodo compreso fra l’Oligocene ed il Miocene (dai 40 ai 30 milioni di anni fa).

Alcuni resti pietrificati di una flora arcaica, oggi non più rappresentata da specie viventi, si rinvengono ancora nelle campagne sulla sponda destra del lago, ma gran parte di questi reperti fossili è ormai sepolta sotto le sabbie e le acque del lago.

 

La situazione socio economica del Comune di Sedilo può essere descritta utilizzando i dati ricostruiti dall’ISTAT relativi al 14° censimento della popolazione del 2001.

La popolazione di Sedilo al primo gennaio 2001 ammontava a 2.447 abitanti. Dal confronto con il dato relativo al 1991 (2.661 abitanti), si rileva un saldo negativo di -216 abitanti che testimonia una situazione di disagio sociale e di progressivo spopolamento, sensibilmente superiore a quello registrato nella provincia di Oristano.

Dai dati esaminati risulta essere in atto una tendenza all’invecchiamento della popolazione (indice di vecchiaia 193 ). Infatti la popolazione non ancora attiva (da 0 a 14 anni) è del 12,88%, quella non più attiva (oltre i 65 anni) è del 23,80%, quella attiva destinata ad entrare nel mercato del lavoro (dai 15 ai 39 anni ) è del 34,97%, quella attiva destinata ad uscire dal mercato del lavoro (dai 40 ai 64 anni) è del 29,90%.

Il livello di scolarizzazione è buono se valutato attraverso l’indice di non conseguimento della scuola dell’obbligo (6,6 a Sedilo, 12,6 nella provincia di Oristano) e l’indice di possesso di diploma di scuola superiore per la classe di età”19-34” anni (48,9 a Sedilo, 46,1 nella provincia) o per la classe d’età “35-44 anni” (30,9 a Sedilo, 28,8 nella provincia).

Il tasso di disoccupazione è 20,8. Quello di disoccupazione giovanile è 54,9 (superiore al dato provinciale 51,1 e a quello regionale 53,8 ).

Il 60% della popolazione attiva si dedica all’allevamento del bestiame.

Prendendo in esame i dati rilevati dall’ISTAT Agricoltura-anno 2000, vediamo che 4.139 ha (dei 5.097 ha che costituiscono la superficie agricola complessiva nel territorio di Sedilo) rappresentano la Superficie Agraria Utilizzata. Di questi solo 36 ha sono occupati da coltivazioni legnose agrarie (sopratutto oliveti e vigne), mentre 3.279 ha sono utilizzati come prati permanenti e 824 ha come seminativi. Le aziende sono 329 con 953 addetti, hanno una superficie media di 12,6 ha e sono condotte per la maggior parte dall’allevatore che impiega in prevalenza manodopera familiare.

Per quel che riguarda il patrimonio zootecnico, il tipo di allevamento maggiormente rappresentato è quello ovino con 51.544 capi (6% degli ovini allevati in provincia di Oristano). I capi bovini sono 1.854. Particolare importanza assume l’allevamento degli equini: 572 cavalli che rappresentano ben l’11% di quelli allevati in tutta la provincia di Oristano.

Degna di nota è la recente costituzione del Consorzio per la valorizzazione della Melina, un’antica razza bovina del territorio allevata ancora allo stato brado nei pascoli naturali dell’altopiano.

Dal latte bovino si produce un tradizionale formaggio detto “casizzolu” (nella foto “sa trizza” e “su casizzolu” del minicaseificio dell’azienda biologica Mario Meloni – Sedilo).

Seguono ora alcune immagini del paese: uno scorcio della via Vittorio Emanuele II, l’esterno della parrocchia dedicata a San Giovanni Battista, gli interni e l’esterno della Chiesa di San Giacomo, l’interno e un affresco della Chiesa di Sant’Antonio Abate e due immagini della festa di Sant’Isidoro, santo protettore degli agricoltori.